UNCOMMON OSTIA


I luoghi che ci circondano e che ospitano lo scorrere quotidiano delle nostre vite, i luoghi delle nostre abitudini spesso spariscono dalla nostra vista senza più avere una forma. La nostra attenzione è attratta solo da ciò che non ci appartiene ed il paesaggio di ogni giorno diventa grigio ed inappetibile.
Un po’ per la mia storia personale, un po’ per la grande affezione verso le tradizioni e la famiglia, da sempre il mio viaggio fotografico è rivolto verso la vita comune. Il mio punto di vista non vuole mai essere speciale: è quello di una persona che percorre luoghi familiari cercando l’insolito nell’ordinario.
Un incrocio, una struttura, un palazzo, un parcheggio che nella vita di ogni giorno scompare alla nostra vista, diventa per me il luogo di un evento straordinario. Quando esco per fotografare mi abbandono lasciandomi trasportare dalle sensazioni che il luogo emana, a prescindere che questo sia o meno dietro la mia casa.
La mia vita mi ha portato fino ad Ostia, oggi a pochi kilometri dal luogo in cui vivo. Mi capita di andarci sia d’inverno che in estate. Nell’immaginario collettivo italiano Ostia è la metà di vacanza dei romani, una cittadina di mare chiassosa ed irriverente, pregna di romanità e spesso fonte di luoghi comuni.
Negli anni 50, nel pieno del suo splendore, Ostia è stata meta star cinematografiche e personaggi d’ogni tipo, ospitando la versione estiva della “Dolce Vita”.
Oggi Ostia è un po’ dimessa, come una signora di mezza età che ancora non si è accorta che gli anni sono trascorsi anche per lei. Nelle sue strutture architettoniche e nei suoi paesaggi desolati si leggono ancora le tracce di un passato fastoso sul viale del tramonto.

UNCOMMON OSTIA
Places that surround us and that host the flow of our daily lives, places of our habits often disappear from our sight no longer have a shape. Our attention is attracted only by what is not ours and the landscape of every day becomes gray and inappetibile.
Because my personal story and the great affection for the traditions and family, my photographic journey is often facing the common life. My point of view never wants to be special. Is the visione of a person who travels familiar places looking for unusual things in ordinary lives.
A crossroad, a structure, a building, a parking that disappears from our sight in everyday life, it becomes for me the place of an extraordinary event. When I go out to take pictures, I abandon myself to the landscape, regardless of whether this is or is not behind my house.
My life led me to Ostia, today a few kilometers from the place where I live. I happen to go both in winter and in summer. In the Italian collective imagination Ostia is the destination of Romans vacation, a seaside town crowdy and irreverent, steeped in ancient Rome, and often a source of clichés.
In the 50s, in its golden age, Ostia was popular among movie stars and characters of any kind, hosting the summer version of the "Dolce Vita".
Today Ostia is a bit 'resigned, as a middle-aged lady who still has not realized that the years have passed for her. In its architecture and its desolate landscapes you still read the traces of a past pomp on Sunset Boulevard.
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